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Strisce Dorate di Céline Sorigue

2010 · Edizione di 1

Si tratta degli indirizzi più prestigiosi del mondo della moda parigina – nomi come Chanel, Dior, Givenchy, Balmain o Galliano – che fanno parte dell’esclusivo giro di clienti dell’atelier Alexandre et Céline, diretto artisticamente da Céline Sorigue. Le creazioni tessili uniche che nascono lì trovano impiego solo nelle collezioni di Haute Couture, le linee più esclusive di queste maison. L’atelier Alexandre et Céline appartiene così al ristretto gruppo di laboratori tessili altamente specializzati e artistico-artigianali che, pur operando per lo più invisibili al grande pubblico dietro le quinte delle maison di Haute Couture, fondano la posizione speciale della città della moda Parigi. Al vertice assoluto della piramide internazionale della moda, dove oggi lavora Céline Sorigue, l’aria è rarefatta. Per arrivarci, oltre a una solida formazione, servono particolare inventiva, tenacia e determinazione. Tutto questo Céline Sorigue lo possiede, anche se il suo percorso verso l’alto non è stato del tutto lineare.

Fu durante un soggiorno biennale a Los Angeles a metà degli anni ’80 che si accese la sua passione per la creazione, o come lei stessa dice, per la decorazione. Mezzo per curiosità, mezzo per guadagnare un po’ di soldi, lavorava allora nel reparto scenografia di un grande studio hollywoodiano. E presto poté assumersi anche piccoli incarichi creativi. Tornata a Parigi, tra il 1986 e il 1989 completò una formazione come stilista presso la storica ESMOD (École Supérieure des Arts et techniques de la Mode). Un anno alla Saint Roch, come viene chiamata nel mondo della moda l’École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, che si dedica specificamente alla formazione dei giovani per l’Haute Couture, completò il suo percorso di studi. Ancora studentessa fondò con amici un’agenzia di eventi attiva soprattutto nel campo della pubblicità, dove per diversi anni fu responsabile di set e costumi. Nel 1991 fece il salto verso l’indipendenza. Fondò il marchio Joli tambour, che produceva abbigliamento per neonati e bambini piccoli. Comodo, pratico e comunque bello da vedere – questo era il programma di questo marchio piuttosto di successo, posizionato nella fascia alta di prezzo, dove Sorigue si occupava in prima persona di design e gestione. Quando però non riuscì a risolvere il conflitto tra le sue stesse esigenze di perfezione e le pressioni di prezzo del mercato, Sorigue interruppe il progetto dopo quattro anni.

Un laboratorio di lunga tradizione per la tintura e la stampa della seta, originariamente gestito dai genitori del partner di Sorigue, Alexandre Leu, e già fornitore di importanti maison di moda, costituì nel 1994 la base per la fondazione dell’atelier Alexandre et Céline.

Qui Sorigue si è dedicata completamente allo scopo di creare tessuti esclusivi per l’Haute Couture. Oltre al lavoro con colori e motivi, il suo interesse si concentra soprattutto sullo sviluppo di nuove texture. In realtà il suo atelier è un laboratorio sperimentale, in cui i tessuti acquisiscono una qualità particolare, una vita propria. A questo scopo i tessuti vengono trattati, manipolati e talvolta anche maltrattati in ogni modo possibile, a volte chimicamente, a volte meccanicamente. La seta rimane un materiale di partenza importante, ma da tempo l’atelier lavora anche con altre qualità di tessuto e con materiali non tessili.

Sorigue considera l’Haute Couture un campo di attività affascinante, in cui si trova sempre di fronte a nuove sfide creative. Tuttavia, più a lungo lavora nel mondo della moda, più si lamenta della frenesia e della breve durata di questo settore, che lascia poco spazio a sviluppi a lungo termine. Da qualche anno cerca quindi di costruire un secondo pilastro nel mondo dell’Haute Décoration, dove anche i tessuti insoliti e raffinati trovano posto. I primi progetti con rinomati interior designer e stelle del settore come Philippe Starck sono stati un successo. In questo contesto, la collaborazione con Ruckstuhl nell’ambito dell’Edition per Céline Sorigue rappresenta un’opportunità gradita per uscire in qualche modo dalle quinte dell’Haute Couture e affermarsi artisticamente in un nuovo campo.

Per i suoi tappeti Red Flower e Golden Stripes ha scelto come materiale di partenza il feltro, volutamente semplice. I disegni potenti che vi applica e protegge in modo permanente con un rivestimento trasparente in resina sintetica valorizzano così in modo particolarmente efficace la semplice pavimentazione trasformandola in un gioiello. Per Sorigue il fascino dei suoi progetti per Ruckstuhl risiede non da ultimo nella combinazione di artigianato tradizionale e tecnologie all’avanguardia. I richiami formali all’Art Déco e alle tanto amate lavorazioni in lacca di quell’epoca possono essere interpretati come un omaggio a una grande epoca dell’artigianato artistico parigino.

Variante

Material

Feltro di pura lana vergine, resina sintetica

Technologie

Resina sintetica su feltro di lana vergine


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